ETF in forte ascesa: raccolti oltre 900 miliardi e nuove regole spingono il settore

ETF in forte ascesa: raccolti oltre 900 miliardi e nuove regole spingono il settore

Gli exchange-traded fund continuano a macinare record, con afflussi netti che hanno già superato i 900 miliardi di dollari dall’inizio del 2025. Le decisioni della Securities and Exchange Commission aprono la strada a ulteriori migrazioni di capitali dai fondi comuni, mentre il mercato raggiunge i 12 trilioni di asset e si arricchisce di strategie innovative e sempre più attive.

Raccolta record e prospettive di lungo periodo

Il 2025 segna un nuovo capitolo per gli ETF, che hanno già registrato afflussi netti per 917 miliardi di dollari entro la fine di settembre. Se la tendenza dovesse confermarsi anche nell’ultimo trimestre, l’anno si avvierebbe a essere il secondo consecutivo di raccolta da primato, dopo gli oltre 1,1 trilioni del 2024. Gli ETF, nati come strumenti semplici e a basso costo per replicare gli indici azionari, si sono trasformati in veicoli centrali per gli investitori istituzionali e retail grazie alla loro efficienza fiscale e alla capacità di offrire un’ampia gamma di strategie.

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Il patrimonio complessivo gestito dagli ETF quotati negli Stati Uniti ha raggiunto 12,19 trilioni di dollari ad agosto, in crescita rispetto ai 10,35 trilioni di fine 2024. La rapidità con cui questi strumenti stanno guadagnando terreno conferma una trasformazione strutturale nei mercati finanziari, con una progressiva riduzione della centralità dei fondi comuni tradizionali.

L’apertura regolatoria della Sec e le ricadute sui fondi comuni

Un’importante spinta arriva dalle mosse della Securities and Exchange Commission, che ha dato via libera alla possibilità per alcuni gestori di creare fondi con doppia classe di quote, consentendo l’aggiunta di una classe ETF a un fondo comune già esistente. Questo modello, inizialmente introdotto da Vanguard, consente agli investitori di spostare i propri capitali dai fondi comuni agli ETF senza generare un’imposizione fiscale immediata sulle plusvalenze.

Se la pratica dovesse estendersi a tutto il settore, le implicazioni sarebbero rilevanti. I fondi comuni, storicamente penalizzati da costi più elevati e da minori vantaggi fiscali, rischiano di perdere ulteriori quote di mercato. Per gli ETF, al contrario, si aprirebbe una nuova fase di crescita, in grado di consolidare ulteriormente la loro posizione dominante negli Stati Uniti.

I grandi protagonisti e i nuovi campioni di crescita

La leadership resta nelle mani dei giganti del settore. I prodotti indicizzati di Vanguard, BlackRock e State Street, legati all’S&P 500, hanno raccolto complessivamente quasi 140 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2025, con una media vicina a un miliardo al giorno di scambi.

Parallelamente, stanno emergendo fondi capaci di attrarre ingenti capitali grazie a strategie innovative. Tra questi spicca l’iShares Bitcoin Trust ETF di BlackRock, lanciato nel 2024 e rapidamente diventato il prodotto in più rapida crescita nella storia degli ETF. Con quasi 24 miliardi di dollari raccolti solo nel 2025, il fondo ha raggiunto la quinta posizione nella classifica per afflussi, dimostrando come le asset class alternative stiano guadagnando spazio.

Anche i prodotti incentrati sulla stabilità dei rendimenti e sulla generazione di dividendi stanno conoscendo una crescente diffusione. Alcuni gestori hanno introdotto fondi che combinano titoli a grande capitalizzazione con strategie di opzioni, con l’obiettivo di contenere la volatilità e aumentare la distribuzione di reddito per gli investitori.

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L’avanzata degli ETF attivi e l’evoluzione delle strategie

Il fenomeno più rilevante degli ultimi anni è però l’ascesa degli ETF attivi, strumenti che utilizzano opzioni, derivati o approcci discrezionali per gestire rischio e rendimento. Dopo il cambio regolamentare del 2019, che ne ha semplificato l’introduzione, il segmento ha vissuto un’accelerazione impressionante. Nel 2025, per la prima volta, il numero di ETF attivi ha superato quello dei fondi passivi, sebbene la maggior parte degli asset resti ancora concentrata nelle strategie indicizzate.

Gli ETF attivi rappresentano oggi circa il 10% del mercato complessivo, ma hanno catalizzato il 37% dei flussi nei primi sette mesi dell’anno. La loro crescita riflette una domanda crescente di personalizzazione degli investimenti, alimentata dal progressivo pensionamento della generazione dei baby boomer e dalla ricerca di strumenti in grado di garantire redditi costanti e protezione dal rischio.

Questa evoluzione conferma come il mercato degli ETF sia entrato in una nuova fase, caratterizzata da una forte diversificazione delle strategie e da una sempre maggiore rilevanza per consulenti e investitori alla ricerca di soluzioni flessibili ed efficienti.