L’estate italiana e il conto più salato
L’estate 2025 in Italia porta con sé non solo caldo e vacanze, ma anche conti più salati per chi decide una fuga fuori porta. Secondo l’analisi di Gabriel Debach, market analyst di eToro, un weekend per due persone costa oggi in media 246 euro, con punte oltre i 400 a Venezia. I rincari coinvolgono ogni voce della spesa tipica: benzina, pernottamenti, pasti fuori e colazioni.
Il carburante segna un +13 centesimi al litro rispetto al 2024, passando da 1,733 a 1,865 euro al 25 luglio. Sul fronte dell’ospitalità, pernottare in un B&B costa il 3,8% in più, con una media di 197 euro per notte per due persone, e picchi a Venezia (350 euro), Milano (308) e Firenze (272). Più contenuti i valori di Bologna (224) e Roma (220), mentre Palermo e Aosta segnano aumenti a doppia cifra (+10,6% e +10,8%). Napoli e Verona, invece, sono tra le poche città in controtendenza, con prezzi in calo.
Mangiare una pizza costa di più: a Venezia due pizze sfiorano i 29 euro, a Palermo 28, a Milano 26. La media nazionale è di 24 euro (+4,3%). Stesso discorso per la colazione: due cappuccini al bar costano in media 3,30 euro, con rincari a doppia cifra a Verona (+13%) e Torino (+12,4%).
Il conto complessivo di un weekend per due arriva così a 360 euro a Milano, 302 a Firenze, 267 a Roma, mentre Palermo e Napoli restano più sotto i 220 euro. L’inflazione del tempo libero non è più solo prerogativa delle grandi città turistiche, ma tocca anche province come Catanzaro (+9%) e Perugia (+8%).

Il confronto con la Borsa: il portafoglio “Summer Weekends”
Debach ha immaginato un portafoglio tematico legato al weekend tipo, con titoli come Uber, ENI, Campari, Booking, Airbnb e Sicily by Car, per verificare se le aziende abbiano beneficiato di questi rincari. Il risultato? A fronte di un aumento medio del 7% della spesa per un weekend, il paniere ha reso +4,63% da inizio anno (al 11 agosto 2025), molto meno del +21,64% del FTSE MIB.
A fare la parte del leone è Uber (+50%), seguita da ENI (+12,86%) e Campari (+12%). Booking resta in positivo con +7,97%, mentre Airbnb (-9,98%) e Sicily by Car (-13,81%) frenano le performance complessive. In sintesi, il portafoglio “batte” l’inflazione ma non il mercato, mostrando come non tutte le aziende riescano a trasformare i rincari in valore per gli azionisti.
Focus sulle singole società
ENI ha sorpreso gli analisti nel secondo trimestre, con ricavi in calo (-14% YoY) ma utile operativo adjusted (EBIT) a 3,67 miliardi, sopra le attese. Il gruppo ha rafforzato il buyback, salito a 3,5 miliardi, segnalando solidità anche con un greggio a 70 dollari.
Uber continua a crescere con ricavi +18% YoY e free cash flow record a 2,5 miliardi. Il CEO Dara Khosrowshahi ha parlato di “record di frequenza e redditività”, annunciando un buyback da 20 miliardi.
Booking avanza con +16% di ricavi e +28% di EBITDA, spinta da Europa e Asia. La società punta su Connected Trip e sull’uso dell’AI.
Airbnb, al contrario, paga le nuove regolamentazioni sugli affitti brevi, soprattutto in Europa, e perde quasi il 10% da inizio anno.
Campari registra vendite in calo (-3,7%) ma resta in recupero, sostenuta da brand come Aperol, con una performance YTD di +12%.
Sicily by Car soffre i limiti di scala e la concorrenza dei colossi globali, restando il titolo più debole del paniere.
Inflazione del tempo libero e prospettive
Per Debach, il quadro evidenzia come il consumatore spenda di più per la stessa esperienza, mentre non tutte le aziende del settore riescono a trasferire questi aumenti nei propri conti. I gruppi globali e scalabili come Uber o Booking si adattano meglio, mentre operatori più piccoli e soggetti a regolamentazioni stringenti arrancano.
L’estate 2025 conferma quindi che anche una semplice fuga di 24 ore è ormai un piccolo lusso. I consumatori devono fare i conti con abitudini di spesa più onerose, mentre gli investitori sono chiamati a selezionare con attenzione i titoli in grado di trasformare l’inflazione in crescita sostenibile.
