Difesa europea: crescita, investimenti e nuove opportunità per il settore.

Difesa europea: crescita, investimenti e nuove opportunità per il settore.

Il settore della difesa europea è in forte espansione, con prospettive di crescita concrete che attirano l’attenzione degli investitori di medio-lungo periodo. Sebbene vi siano riserve di tipo etico, è indubbio che l’incremento della spesa militare rappresenti un’opportunità strategica per l’industria e per la sicurezza del continente.

Leonardo e la necessità di un polo industriale europeo della difesa

Secondo Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo Spa, è fondamentale creare grandi player industriali europei capaci di competere con le aziende statunitensi e asiatiche, garantendo al Vecchio Continente una maggiore autonomia tecnologica. In un’intervista a Bloomberg TV, Cingolani ha sottolineato l’importanza di accordi e partnership, come la joint venture tra Leonardo e Rheinmetall, che punta alla produzione di una nuova generazione di carri armati e veicoli blindati. Questa collaborazione ha recentemente presentato un’offerta per l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles Spa.

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Il titolo Leonardo da inizio anno – 2025 (fonte: Google Finanza)

Verso una convergenza tecnologica e progettuale

Uno dei problemi principali della difesa europea è la frammentazione delle piattaforme militari. Gli eserciti nazionali utilizzano veicoli, aerei e armi sviluppati su sistemi spesso incompatibili tra loro. Secondo Cingolani, è necessario un approccio integrato per favorire una convergenza tecnologica e progettuale, migliorando l’efficienza e la competitività del settore.

Pressioni internazionali e programmi di integrazione industriale

-La crescita del settore è spinta da diversi fattori, tra cui:

-Pressioni dagli Stati Uniti, che chiedono ai paesi NATO europei di aumentare la spesa militare fino al 5% del PIL.

-Programmi di integrazione industriale promossi dall’UE, come il Fondo Europeo per la Difesa (EDF), la Permanent Structured Cooperation (PESCO) e la nuova European Defence Industrial Strategy (EDIS).

-Inoltre, il programma della Commissione Europea “Readiness 2030” (ex “ReArm Europe”) punta mettere a disposizione dei Paesi UE 150 miliardi di euro in prestiti e autorizzare la spesa la spesa di altri 650 miliardi di euro per la difesa al di fuori delle attuali restrizioni di bilancio imposte ai singoli Paesi.

Aumento della spesa militare in Europa

I principali paesi europei stanno incrementando i loro budget per la difesa:

-Francia: 60 miliardi di euro all’anno (2024-2030), con un aumento del +35% rispetto al budget precedente.

-Regno Unito: 60 miliardi di euro all’anno, con un incremento del +8% rispetto al 2023.

*Germania: 90 miliardi di euro all’anno, con un fondo d’emergenza di 100 miliardi.

-Italia: 30 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del +13%.

-Polonia: 25 miliardi di euro nel 2024, con una previsione di 43 miliardi di euro nel 2025, pari al 4,7% del PIL.

Titoli e settori in crescita nel comparto difesa

Tra le aziende che stanno beneficiando degli investimenti nel settore difesa europeo troviamo:

-Thales (UK)

-Dassault (Francia)

-Saab (Svezia)

-KNDS (Francia-Germania)

Oltre ai grandi gruppi, il settore sta registrando una forte espansione in droni, aerospazio, satelliti, cybersicurezza e tecnologie dual use, adattabili sia al mercato civile che militare.

ETF tematici sulla difesa europea

L’interesse crescente per il settore ha portato alla nascita di ETF azionari tematici, tra cui:

WisdomTree Europe Defence UCITS ETF (WDEF, ISIN IE0002Y8CX98, TER 0,40%)

HANetf Future of Defence UCITS ETF (NATO, ISIN IE000OJ5TQP4, TER 0,49%)

VanEck Defense UCITS ETF (DFNS, ISIN IE000YYE6WK5, TER 0,55%)

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Andamento dell’HANetf Future of Defence UCITS ETF da inizio anno – 2025 (fonte: JustETF)