Crollo in Borsa per i titoli EV cinesi: BYD rilancia la guerra dei prezzi

Crollo in Borsa per i titoli EV cinesi: BYD rilancia la guerra dei prezzi

I principali produttori cinesi di veicoli elettrici hanno subito un crollo significativo in Borsa, trascinati in basso dalla decisione di BYD di innescare una nuova ondata di tagli dei prezzi su oltre 20 modelli.

BYD ignora gli avvertimenti del governo

Le azioni dei principali produttori cinesi di veicoli elettrici (electric vehicles o EV) hanno subito un crollo significativo, trascinate dalla decisione di BYD, il colosso del settore, di innescare una nuova ondata di tagli dei prezzi su oltre 20 modelli. La mossa, annunciata durante il weekend, ha intensificato i timori di una guerra dei prezzi distruttiva, nonostante gli avvertimenti delle autorità di Pechino contro pratiche anticoncorrenziali.

BYD ha infatti portando il prezzo della sua compatta elettrica Seagull a un minimo storico di 6.824 euro (55.800 RMB). Ma il ribasso più drastico riguarda la berlina ibrida plug-in Seal 07, venduta con uno sconto del 34% e quindi scesa dagli iniziali 155.800 RMB (poco più di 19.000 euro) agli attuali 102.800 RMB (12.500 euro).

Borsa in rosso: crollano i titoli EV cinesi

Il mercato ha reagito negativamente: le azioni BYD Co. (ticker 1211), quotate a Hong Kong, hanno perso l’8,60%, chiudendo venerdì a 425,20 dollari di Hong Kong ($HK), resistenza contro cui si era scontrata il 20 marzo e che era invece riuscita a sfondare il 15 maggio.

Il crollo è avvenuto proprio nel giorno in cui UBS ha innalzato il target da 450 a 540, confermando il buy e giustificando la visione positiva con la crescita delle vendite registrate al di fuori della Cina e con il suo potenziale di mercato.

Perdite rilevanti anche per i concorrenti: Geely -7%, Li Auto -5%, Xpeng -4%. La strategia aggressiva di BYD, volta a difendere la quota di mercato a scapito dei margini di profitto, sta mettendo in difficoltà i player con meno risorse finanziarie.

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Andamento del titolo Byd Co. a confronto con i principali competitor internazionali nel settore delle auto elettriche (chiusura del 25 maggio 2025 - fonte: MarcketScreener)

Una corsa al ribasso che spinge tutti a seguire

In risposta all’offensiva di BYD, anche altri produttori hanno lanciato promozioni aggressive. La statale Changan ha scontato il suo SUV Deepal S07 del 15%. Leapmotor, sostenuta da Stellantis, ha ridotto i prezzi delle sue auto C16 e C11 fino al 30%. Secondo Li Yanwei della China Automobile Dealers Association – citato dal Financial Times –, “ogni taglio di BYD costringe il mercato a rincorrere, aggravando la competizione”.

Un segnale di disagio dei mercati internazionali circa la politica commerciale era arrivato già a marzo anche da uno stretto alleato politico della Cina. La Russia ha infatti introdotto dazi crescenti sulle auto cinesi a basso costo le cui importazioni nel periodo 2022-2024 – secondo la China Passenger Car Association citata da Milano Finanza – sarebbero aumentate di sette volte.

Gli avvertimenti del governo ignorati: si distorce la concorrenza

Il governo cinese ha recentemente espresso preoccupazione per i prezzi artificialmente bassi. Secondo Li Chao, portavoce della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC), alcune aziende stanno vendendo sottocosto, danneggiando i meccanismi di mercato e violando le regole della concorrenza leale. Le autorità hanno promesso “azioni correttive”, ma BYD sembra ignorare completamente questi moniti, proseguendo la propria politica aggressiva.

BYD punta ai volumi, ma sacrifica i margini

Nonostante i tagli, gli analisti di Citi stimano che BYD potrebbe comunque ottenere un utile netto di 9.000 RMB per veicolo nel secondo trimestre, rispetto ai 10.000 RMB previsti per l’intero anno. L’obiettivo sembra chiaro: difendere il dominio di mercato anche a costo di ridurre i profitti.

Una strategia che sembra funzionare, visto che in Europa ad aprile ha registrato la vendita di 7.231 auto contro le 7.165 del rivale storico ed ex dominatore del mercato EV, Tesla. La società di Elon Musk, inoltre, sta attraversando una profonda crisi dovuta soprattutto all’impegno politico del suo fondatore. Al contrario di Byd che è invece in forte ascesa.

Pressioni in patria, ostacoli all’estero

Mentre in patria infuria la guerra dei prezzi, le case automobilistiche cinesi rallentano le ambizioni europee a causa delle tensioni commerciali con l’UE e dei possibili dazi. Proprio la scorsa settimana, BYD aveva toccato un massimo storico in Borsa dopo aver superato Tesla in Europa per la prima volta, ma il contesto resta incerto e altamente competitivo.

Mercato EV cinese verso una resa dei conti?

Il mercato dei veicoli elettrici in Cina sta attraversando una fase critica. L’insistenza di BYD nel guidare la corsa al ribasso, senza curarsi degli appelli del governo, rischia di spingere i competitor più deboli fuori dal mercato. Con i margini sotto pressione e la concorrenza che si fa sempre più serrata, il settore potrebbe avviarsi verso una nuova fase di consolidamento forzato. Senza contare possibili mosse di Pechino verso il riequilibrio del mercato interno.