Cripto sotto pressione, ma più resilienti di altri asset
Il recente inasprimento delle tensioni tra Israele e Iran ha avuto effetti tangibili sui mercati globali, innescando una tipica reazione di `fuga verso la sicurezza` che ha favorito beni rifugio come l’oro e le obbligazioni. In questo clima di crescente avversione al rischio, anche Bitcoin e le principali criptovalute hanno temporaneamente sofferto.
Tuttavia, come osserva André Dragosch, responsabile della ricerca europea di Bitwise, la loro performance relativa si è rivelata più solida rispetto ad asset tradizionalmente volatili, come i titoli azionari statunitensi, complice anche la debolezza del dollaro.
I precedenti storici premiano chi compra durante le crisi
Secondo i dati raccolti da Bitwise, gli episodi di tensione geopolitica hanno avuto storicamente effetti transitori sulle criptovalute. L’analisi condotta su 20 eventi chiave avvenuti negli ultimi anni evidenzia che, nei 50 giorni successivi a tali crisi, Bitcoin ha realizzato in media un +31,2%.
Questa tendenza suggerisce che le fasi di stress geopolitico, soprattutto quando il sentiment di mercato è depresso, possono rivelarsi momenti di ingresso favorevoli per gli investitori crypto.
Tassi, disoccupazione e dollaro: lo sfondo macro spinge le cripto
Oltre agli eventi geopolitici, Dragosch sottolinea anche alcuni driver macroeconomici che stanno influenzando positivamente l’ecosistema delle criptovalute. In particolare, il graduale aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti e dati sull’inflazione più deboli del previsto hanno rafforzato le aspettative di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.
Questo ha causato un calo marcato dell’indice del dollaro (DXY), che ha raggiunto i minimi da marzo 2022, alimentando un clima più favorevole per asset alternativi come Bitcoin ed Ethereum.

