Obiettivo: liberare sbloccare bancarie per acquistare titoli di Stato Usa
L’amministrazione Trump pronta a modificare il Supplementary Leverage Ratio (SLR) ovvero i pilastri fondamentali della regolamentazione economico-finanziaria post-crisi del 2007-08. Un cambiamento dettato dall’esigenza di ampliare gli investimenti nel debito pubblico Usa, in forte crescita. Le modifiche sono già in fase di studio da parte del Dipartimento del Tesoro USA, con l’obiettivo di modificare il Supplementary Leverage Ratio (SLR), una normativa introdotta nel 2014 per rafforzare la solidità del sistema bancario dopo il collasso finanziario globale.
Secondo il vicesegretario del Tesoro USA, Michael Faulkender, l’amministrazione sta valutando l’eliminazione dei vincoli imposti alle banche sul mantenimento di riserve di capitale in titoli di alta qualità. Attualmente, il SLR penalizza il mantenimento di asset a basso rischio, come i titoli di Stato USA (T-bill), limitando la capacità delle banche di assorbire il debito pubblico e influenzando negativamente la liquidità dei mercati.
Un possibile afflusso di liquidità per 2.000 miliardi di dollari
Secondo analisti indipendenti citati dal Financial Times, la proposta di revisione del SLR potrebbe consentire alle banche di escludere i T-bond dal calcolo delle riserve obbligatorie, liberando potenzialmente 2.000 miliardi di dollari per nuove acquisizioni.
Questa manovra potrebbe rivelarsi una vera manna per il sistema finanziario USA, soprattutto se combinata con la liberalizzazione delle stablecoin, che devono mantenere ampie riserve in titoli di Stato. L’obiettivo sarebbe quello di contrastare la fuga dai Treasury, innescata dalle tensioni commerciali legate alla politica dei dazi.
Canada e altre nazioni riducono l’esposizione ai Treasury USA
L’attenzione sulla liquidità del mercato obbligazionario statunitense è aumentata in seguito a una tendenza emergente: la vendita costante di titoli del Tesoro USA da parte di diversi governi esteri.
Il presidente dell’advisory Ambromobiliare, Alberto Franceschini Wiess, ha evidenziato la possibilità che il Canada, e forse altri Paesi, stiano utilizzando la cessione strategica dei Treasury per contrastare le tariffe imposte dagli Stati Uniti. Tra febbraio e marzo, questo trend è diventato evidente nei mercati internazionali.
Il 21 marzo, il Financial Times e Barron’s hanno segnalato che la domanda estera di titoli del Tesoro era sotto osservazione da parte di Wall Street: “Un calo prolungato delle vendite nette potrebbe rimuovere una linea di supporto cruciale per gli Stati Uniti”.
Impatti economici e la risposta di Trump
Collegando i vari fattori, tra cui la crisi del dollaro, la diminuzione della fiducia nell’economia USA e le decisioni di politica internazionale, diventa evidente che la macchina statale statunitense fortemente indebitata rischia di trovarsi in difficoltà.
L’amministrazione Trump sembra attiva nel cercare nuove fonti di domanda per i T-bond, con l’obiettivo di garantire stabilità al mercato finanziario e ridurre il rischio di una nuova crisi.
La posizione delle banche USA e i rischi della riforma SLR
Secondo il Financial Times, la riforma del SLR rappresenterebbe una vittoria per la lobby bancaria USA. Tuttavia, le dichiarazioni ufficiali delle principali istituzioni finanziarie suggeriscono una visione più cauta.
I dirigenti di JP Morgan e Goldman Sachs hanno infatti commentato all’unisono che si tratta di “un aiuto al mercato” e non di “un aiuto alle banche”, sottolineando che la misura potrebbe migliorare la liquidità generale, senza necessariamente favorire direttamente gli istituti di credito.
Una riforma con rischi
La scelta di alleggerire il Supplementary Leverage Ratio non è priva di rischi. In un contesto di incertezza economica e volatilità dei mercati, la riduzione dei requisiti patrimoniali delle banche potrebbe aumentare il rischio sistemico. Una maggiore libertà per le banche nell’acquisto di titoli pubblici potrebbe facilitare la gestione del debito USA, ma anche compromettere la solidità finanziaria in caso di shock economici improvvisi. Le autorità di regolamentazione stanno dunque bilanciando esigenze di liquidità e stabilità del sistema bancario
