Crescita globale rallentata dalle tensioni commerciali
Secondo Goldman Sachs, il 2025 sarà un anno di crescita debole a livello globale, con un PIL mondiale in aumento solo del 2,4% su base annua. Si tratta di un rallentamento significativo rispetto al 2024, causato principalmente dal ritorno di barriere tariffarie imposte dagli Stati Uniti e da una persistente incertezza politica e commerciale. Mentre la domanda interna rallenta in diverse aree del mondo, si osserva una compensazione parziale grazie alla discesa dell’inflazione dei beni energetici e dei salari.
In particolare, Goldman Sachs prevede che il contributo inflazionistico derivante dai dazi verrà bilanciato dalla discesa dell’inflazione da affitto e da un rallentamento del mercato del lavoro. Il grafico sottostante illustra con chiarezza questo rallentamento, mostrando una curva piatta delle aspettative economiche per l’anno in corso.

Stati Uniti: dazi e incertezza rallentano l’economia
Le previsioni su base trimestrale (Q4/Q4) vedono la crescita reale del PIL USA scendere all’1,0% nel 2025, mentre il tasso di disoccupazione potrebbe salire fino al 4,5%. L’impatto dei dazi annunciati dall’amministrazione Trump si farà sentire su redditi disponibili, consumi e investimenti aziendali, portando Goldman Sachs a stimare una probabilità del 35% di recessione nei prossimi 12 mesi.
Nel frattempo, l’inflazione core PCE dovrebbe salire al 3,6% annuo a fine 2025. Nonostante questo, la Fed dovrebbe comunque iniziare un ciclo di tagli da 25 punti base a partire da dicembre, arrivando a un tasso terminale compreso tra il 3,5% e il 3,75%.
A pagina 2, il grafico qui sotto conferma l’andamento debole delle attese economiche statunitensi, segnando una frenata visibile rispetto agli anni precedenti.

Eurozona tra sostegno moderato e pressioni esterne
Nel 2025, la crescita dell’Eurozona è stimata allo 0,9%, un dato che riflette le difficoltà legate ai dazi USA ma anche un parziale sostegno da condizioni finanziarie più favorevoli. L’inflazione core dovrebbe scendere al 2,1%, grazie al raffreddamento dei servizi e a una domanda interna più contenuta. Goldman Sachs prevede che la BCE continui a tagliare i tassi fino a raggiungere l’1,75% entro luglio 2025, con ulteriori riduzioni possibili.
Secondo il grafico sottostante, la traiettoria di crescita europea resta tra le più deboli tra le principali economie analizzate, con uno scenario ancora condizionato dal contesto internazionale e dall’incertezza politica.

Cina: crescita sopra le attese, ma rischi interni restano
Goldman Sachs si mostra più ottimista sulla Cina, prevedendo una crescita del 4,6% nel 2025, grazie alla distensione parziale delle tensioni commerciali con gli USA. Tuttavia, le sfide non mancano: il settore immobiliare resta fragile e le recenti decisioni giudiziarie americane rendono ancora incerta la traiettoria futura dei dazi.
L’inflazione dovrebbe rimanere su livelli molto bassi, con CPI a 0% e PPI a -2,1% entro fine anno, segnando una dinamica deflazionistica che continua a minare la ripresa interna. Il grafico qui soto mostra un’attività in ripresa ma lontana dai ritmi pre-pandemia.

