COP30, rinnovabili e digitalizzazione per un sistema energetico più forte e resiliente

COP30, rinnovabili e digitalizzazione per un sistema energetico più forte e resiliente

È iniziata la COP30 in Brasile, dove il tema delle energie rinnovabili torna al centro del dibattito globale. I nuovi dati dell’IEA segnalano progressi record, ma ancora insufficienti per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a Dubai. In un’Europa sempre più esposta alle sfide dell’elettrificazione, il blackout che ha colpito Spagna e Portogallo diventa un campanello d’allarme: la transizione energetica non può prescindere da reti più digitali, interconnesse e resilienti.

L’urgenza della transizione e i limiti emersi nel 2024

Con l’inizio del vertice COP30 in Brasile, le energie rinnovabili si confermano il cuore del dibattito climatico internazionale. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), il 2024 è stato un anno da record con 582 GW di nuova capacità installata a livello globale, un ritmo notevole ma non ancora sufficiente per rispettare la traiettoria tracciata dall’accordo di Dubai.

Per centrare l’obiettivo di contenimento delle emissioni, spiega Raffaele Ciotta, Managing Director di Foresight, la IEA sottolinea che dal 2025 sarà necessario installare oltre 1.100 GW di nuova capacità rinnovabile all’anno, praticamente il doppio rispetto ai livelli attuali.

Nel frattempo, l’Europa è stata messa di fronte alla fragilità delle sue reti energetiche: il blackout che il 28 aprile ha lasciato Spagna e Portogallo senza elettricità per oltre dieci ore resterà uno degli eventi più emblematici del 2025. Paradossalmente, è accaduto proprio mentre la Spagna si affermava come uno dei leader globali della produzione da fonti pulite, con oltre il 60% dell’elettricità proveniente da rinnovabili.

Secondo l’analisi di Foresight, tuttavia, il blackout non è stato causato dalle rinnovabili ma da una combinazione di errori di pianificazione e carenze nella gestione della rete ad alta tensione. L’insufficiente regolazione della potenza reattiva e l’assenza di sistemi di riserva sincrona hanno impedito di compensare un improvviso picco di tensione, evidenziando come la rete non fosse ancora attrezzata per gestire una quota così alta di generazione non sincrona.

La sfida della stabilità e il ruolo della rete elettrica

Il caso iberico ha offerto un’importante lezione: una maggiore penetrazione delle rinnovabili non provoca blackout, ma richiede una nuova progettazione delle reti. Le fonti collegate tramite inverter (come eolico e fotovoltaico) impongono strategie di controllo più sofisticate per mantenere stabile la frequenza e la tensione del sistema.

Per garantire l’affidabilità della rete, Foresight sottolinea la necessità di introdurre strumenti avanzati come il supporto di tensione, la regolazione della frequenza e servizi ausiliari dedicati. Si tratta di misure essenziali per accompagnare la transizione verso un sistema elettrico decarbonizzato ma sicuro.

L’esperienza spagnola evidenzia come il vero punto debole non sia la produzione rinnovabile, bensì la mancanza di coordinamento tra generazione e infrastruttura di trasmissione. Senza una rete flessibile e intelligente, anche i progressi più ambiziosi nella capacità verde rischiano di tradursi in vulnerabilità operative.

Il percorso italiano e la spinta della digitalizzazione

L’Italia, osserva Ciotta di Foresight, sta percorrendo un cammino analogo a quello spagnolo. Nel 2024 le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno energetico nazionale, un record sostenuto soprattutto dall’espansione del fotovoltaico e dal ritorno alla normalità della produzione idroelettrica.

Questo progresso, tuttavia, impone una riflessione sulla gestione della rete. La transizione non rappresenta un rischio intrinseco, ma richiede misure abilitanti: in primo luogo l’espansione dei sistemi di accumulo energetico, che includono batterie, impianti di pompaggio idroelettrico e soluzioni di storage distribuito.

Altrettanto importante sarà mantenere centrali sincrone operative durante le ore critiche della giornata, almeno fino a quando le rinnovabili non potranno fornire stabilizzazione autonoma. Inoltre, le nuove normative dovrebbero incoraggiare una partecipazione attiva delle fonti rinnovabili alla regolazione della tensione e della frequenza, rendendole parte integrante dei servizi di rete.

Ma il vero abilitatore della resilienza sarà la digitalizzazione. L’adozione di tecnologie di monitoraggio in tempo reale, intelligenza artificiale e automazione consentirà di prevedere e correggere squilibri prima che si trasformino in interruzioni.

Verso una rete europea più connessa e resiliente

In prospettiva, Foresight individua nella cooperazione europea la chiave per una rete energetica davvero robusta. L’integrazione delle infrastrutture nazionali e un maggiore coordinamento continentale permetterebbero di assorbire gli shock locali e di migliorare la sicurezza complessiva del sistema.

Una rete più interconnessa significa anche ottimizzare le risorse rinnovabili: il surplus di un Paese può compensare la carenza di un altro, riducendo la dipendenza da riserve fossili e abbattendo i costi complessivi.

Come sottolinea Raffaele Ciotta, “dovremmo costruire un sistema energetico europeo più forte del tempo, capace di resistere alle perturbazioni come un buon equipaggiamento sotto la pioggia”. L’immagine, ispirata al proverbio norvegese secondo cui non esiste il brutto tempo ma solo l’abbigliamento sbagliato, riassume perfettamente la filosofia della nuova transizione: non temere le rinnovabili, ma preparare la rete a sostenerle.