Cina sempre più lontana dagli USA mentre i mercati asiatici volano

Cina sempre più lontana dagli USA mentre i mercati asiatici volano

La Cina rafforza i legami con Asia, Europa e Golfo, mentre riduce la sua esposizione agli Stati Uniti.

I mercati asiatici tengono il passo

Il 2025 si conferma finora un anno positivo per i listini asiatici, che stanno avvicinandosi ai massimi storici grazie a una combinazione di fattori macroeconomici favorevoli e segnali di distensione internazionale. Secondo l’analisi di Jean-Marie Mercadal, CEO di Syncicap, partecipata di Ofi Invest, la sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti ha certamente influito, ma la tenuta economica dell’intera area è il vero motore del rally.

La borsa cinese ha segnato un +10% da inizio anno, mentre quella “ex-China” ha guadagnato il 5%. Questo trend dimostra una sorprendente solidità di fondo, nonostante lo sfidante contesto istituzionale. Tuttavia, il dato più rilevante è l’andamento delle esportazioni cinesi verso gli USA, che rappresentano ora solo il 3% del PIL nazionale, a testimonianza della crescente indipendenza commerciale del Dragone.

La Cina ricalibra i suoi alleati

La Cina non si è limitata a beneficiare delle distensioni con Washington, ma ha accelerato nella strategia di “decoupling” economico e finanziario dagli Stati Uniti. Tra le mosse più simboliche, Jean-Marie Mercadal sottolinea l’accordo con l’Indonesia per i pagamenti in renminbi, un passo importante nella de-dollarizzazione regionale.

In parallelo, sono stati rafforzati i legami con l’Unione Europea, in occasione del 50esimo anniversario delle relazioni diplomatiche, e con i paesi del Golfo, che vedono nella Cina un fornitore di infrastrutture e tecnologie per l’era post-petrolio. La crescente interdipendenza energetica e industriale con queste aree conferma il riorientamento strategico della Cina verso Sud ed Est.

Nel frattempo, anche sul fronte finanziario si registra un mutamento: la progressiva sostituzione dei titoli di Stato statunitensi con riserve in oro, accelerata dal downgrade del debito USA da parte di Moody’s.

Rilancio interno tra ostacoli e squilibri

Nonostante la retorica sull’autosufficienza, la transizione verso un’economia guidata dai consumi interni incontra ancora numerose difficoltà. La fiducia dei consumatori non è pienamente recuperata, a causa della disoccupazione giovanile elevata e del mercato immobiliare ancora fragile.

La Cina, osserva Mercadal, è fortemente indebitata, con un debito che sfiora il 300% del PIL. Questa condizione le impedisce di costruire un sistema di welfare robusto, limitando la capacità di stimolare i consumi. Inoltre, la sovrapproduzione industriale sta mantenendo forti pressioni deflattive, in particolare nel settore automobilistico: BYD ha già tagliato i prezzi tra il 10% e il 30%, costringendo gli altri produttori a seguirne l’esempio.

Tuttavia, i report trimestrali aziendali mostrano segnali incoraggianti, con una crescita del +6,5% per le aziende quotate a Hong Kong e previsioni di +11,8% per il 2026. Ancora meglio fa Shangai, con un balzo del +8,9% nel trimestre e stime di +16% a fine anno.

India e Asia non cinese in ascesa

Al di fuori della Cina, l’Asia continua a mostrare forza. In particolare, l’India ha sorpreso positivamente con una crescita superiore alle attese. Il comparto obbligazionario in valuta locale ha messo a segno un notevole +9,7% da inizio anno, un risultato favorito anche dall’allontanamento degli investitori internazionali dagli asset in dollari.

Questa fuga dal dollaro riflette l’aumento dell’incertezza globale e un graduale spostamento del baricentro finanziario verso Oriente. Secondo Mercadal, questo processo si inserisce perfettamente nella strategia cinese di creazione di un nuovo ordine economico regionale, dove l’interdipendenza tra paesi asiatici diventa più forte della loro dipendenza dal mercato statunitense.

Il processo di “decoupling”, dunque, non è solo una narrativa, ma un trend strutturale che sta già ridisegnando gli equilibri globali, con la Cina che guida l’Asia verso una nuova era di autonomia.