Il nodo politico, cresce il rischio di shutdown
Il rischio di un blocco totale delle attività federali degli Stati Uniti (shutdown) è diventato un tema centrale per i mercati. Non si intravedono ancora segnali di accordo tra repubblicani e democratici e, con la necessità di 60 voti al Senato per evitare l’ostruzionismo, sarà inevitabile una forma di sostegno bipartisan. Secondo le scommesse su Polymarket, la probabilità di un blocco nel 2025 è salita al 77%, un dato che alimenta l’incertezza e potrebbe pesare sulla volatilità degli asset man mano che si avvicina la scadenza.
Stati Uniti, focus su lavoro e ISM
Sul fronte macro Usa, l’uscita più attesa sarà il report sul lavoro di settembre. Gli economisti stimano un aumento dei posti di lavoro pari a +75mila (contro +22mila in agosto), con il tasso di disoccupazione in calo al 4,2% dal 4,3% e la crescita oraria dei salari stabile a +0,3%. Segnali aggiuntivi arriveranno dal JOLTS* di martedì e dall’ADP* di mercoledì.
Altri dati chiave includono gli indici ISM*: quello manifatturiero (mercoledì) è atteso a 49,1 contro 48,7 di agosto, mentre quello dei servizi (venerdì) dovrebbe scendere a 50,9 da 52,0. Giovedì sarà pubblicato anche il dato sugli ordini industriali, mentre martedì uscirà l’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board, stimato a 95,5 da 97,4.
Europa, i dati dell’inflazione flash di settembre
In Europa, l’attenzione sarà rivolta ai dati preliminari sull’inflazione. Lunedì usciranno i CPI* di Spagna e Belgio, martedì quelli di Germania, Francia e Italia, mentre mercoledì arriverà il dato aggregato dell’Eurozona. Le previsioni indicano un’inflazione al 2,22% per l’area euro, con 2,34% in Germania, 1,12% in Francia e 1,67% in Italia. Giovedì sarà pubblicato anche il CPI della Svizzera.
Asia, i PMI cinesi e l’indagine Tankan
In Asia i riflettori saranno puntati sugli indici PMI* cinesi di settembre, in calendario martedì: il consenso Bloomberg stima 49,6 per il manifatturiero e 50,3 per il non manifatturiero, entrambi valori vicini alla soglia 50 che separa espansione e contrazione.
In Giappone, martedì verranno diffusi i dati sulla produzione industriale, stimata in calo dello 0,5% su base mensile, e il resoconto della riunione di settembre della Bank of Japan. Mercoledì sarà invece pubblicata l’indagine Tankan*, attesa in miglioramento di un punto a +14 per le grandi manifatturiere e in calo di un punto a +33 per le grandi non manifatturiere.
Banche centrali sotto i riflettori
La settimana sarà segnata anche da appuntamenti di politica monetaria. Martedì toccherà alla Reserve Bank of Australia (RBA) annunciare la propria decisione, mentre venerdì prenderanno la parola tre figure di primo piano: Christine Lagarde della Banca centrale europea (Bce), Kazuo Ueda della Bank of Japan (BoJ) e Andrew Bailey della Bank of England (BoE).
*JOLTS (Job Openings and Labor Turnover Survey): indagine del Dipartimento del Lavoro Usa che misura posti vacanti, assunzioni e dimissioni volontarie, utile a valutare la solidità del mercato del lavoro.
*ADP Employment Report: stima mensile dell’occupazione privata negli Stati Uniti, pubblicata dalla società ADP, considerata un’anticipazione dei dati ufficiali sui Nonfarm Payrolls.
*Indice ISM: sondaggio condotto dall’Institute for Supply Management che misura l’attività manifatturiera e dei servizi Usa; valori sopra 50 indicano espansione, sotto 50 contrazione.
*CPI (Consumer Price Index): indice dei prezzi al consumo, principale misura dell’inflazione percepita dai consumatori.
*Indice PMI (Purchasing Managers’ Index): indagine sulle aspettative dei direttori d’acquisto nelle imprese manifatturiere e dei servizi; sopra 50 segnala espansione, sotto 50 contrazione.
*Indagine Tankan: survey trimestrale della Bank of Japan sulla fiducia delle imprese giapponesi, considerata un indicatore chiave delle condizioni economiche del Paese.
