Il crollo in Borsa e le accuse dei fondi short
La giornata di ieri è stata particolarmente turbolenta per Brunello Cucinelli. Le azioni sono state temporaneamente sospese dalle contrattazioni dopo un brusco crollo legato alla diffusione di un report da parte del fondo Morpheus Research, che ha fatto eco ad analisi già mosse nei giorni precedenti da Pertento Partners. Alla ripresa degli scambi, il titolo ha chiuso con un pesante ribasso di circa il 17%.

Secondo il documento, la maison umbra continuerebbe a commerciare in Russia prodotti con un valore di trasferimento superiore ai 300 euro, limite imposto dall’Unione Europea come parte del pacchetto di sanzioni contro Mosca. Il fondo sostiene inoltre che il marchio presenti un livello di scorte eccessivo rispetto ai competitor e che ricorra a sconti aggressivi, con conseguente rischio per l’immagine esclusiva del brand. Altri elementi critici riguardano la crescita dei costi di affitto e la pressione sull’EBITDA margin.
La risposta della società: “Rispettiamo pienamente le regole UE”
Brunello Cucinelli ha replicato con una nota ufficiale, ribadendo la piena conformità alle normative europee e sottolineando che le vendite in Russia oggi incidono per circa il 2% sul giro d’affari del gruppo, contro il 9% stimato nel 2021. Nel 2024 l’export verso la filiale russa si aggira intorno ai 5 milioni di euro, a fronte di un fatturato complessivo locale stimato in circa 30 milioni, suddiviso tra retail e wholesale.
L’azienda ha spiegato di aver mantenuto invariata la struttura locale dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, continuando a garantire gli stipendi ai dipendenti e onorando i contratti di locazione. I tre negozi monomarca su strada risultano chiusi, ma il personale è stato impiegato in attività di vendita personalizzata presso lo showroom, con articoli spediti in Russia “nel pieno rispetto dei limiti fissati da Bruxelles”. Parallelamente, gli spazi all’interno dei negozi multimarca sono rimasti operativi, con forniture sempre entro i tetti imposti dall’UE.
Magazzino e sconti: un tema strutturale
Un’altra critica mossa dai fondi riguarda l’elevata incidenza del magazzino, indicata dal report come un segnale di debolezza. L’azienda e diversi analisti, tra cui Equita e UBS, ribattono però che si tratta di un tratto strutturale del modello di business: con l’85% del fatturato legato all’abbigliamento, Brunello Cucinelli deve gestire numerose taglie e collezioni stagionali, a differenza di marchi focalizzati su pelletteria, che mostrano livelli di stock molto più bassi.
Nel primo semestre 2025, l’incidenza del magazzino è stata pari al 29% sul fatturato, in linea con la media storica e con i valori di altri gruppi come Zegna. Quanto alla presenza di articoli scontati su canali terzi, la società ricorda che si tratta di una dinamica nota al mercato e non ritenuta compromettente per il posizionamento del brand.
Costi, margini e prospettive
Il report ha infine puntato il dito sull’aumento dei costi di affitto, che avrebbe compresso i margini. Secondo la società, tale andamento riflette una strategia di espansione controllata, con tre o quattro nuove aperture l’anno e interventi di ampliamento o rinnovo dei negozi esistenti, includendo spazi dedicati all’ospitalità.
L’EBITDA margin ex-IFRS16 si è attestato al 18,6% nel primo semestre 2025 ed è atteso al 18,7% sull’intero esercizio, in linea con la media triennale (19,5%) e superiore al 17% pre-pandemia.

I rischi reputazionali e la reazione degli investitori
Al netto delle spiegazioni fornite, l’elemento che potrebbe pesare di più sul titolo resta l’ipotesi — ancora da chiarire — di violazioni alle restrizioni UE sulle vendite in Russia. Se confermate, tali accuse avrebbero un impatto reputazionale rilevante su un marchio che fa dell’esclusività e dell’etica aziendale un pilastro identitario.
Gli analisti invitano alla cautela: pur non condividendo tutte le critiche del report, riconoscono che la percezione del mercato conta quanto i fondamentali. La società, intanto, valuta azioni legali contro i fondi short, mentre continua a ribadire la trasparenza delle proprie operazioni.
Equita mantiene il rating “Hold” con target a 103 euro, mentre UBS è più positiva con un rating “Buy” e un target price a 123 euro. Intanto il titolo rimbalza in borsa e, dopo un minimo toccato in apertura a 77,6 euro, scambia adesso in area 84,8 euro (+9,3% circa dai minimi).
