BOJ tassi fermi, ma la stretta si avvicina

BOJ tassi fermi, ma la stretta si avvicina

La Bank of Japan ha confermato i tassi di interesse allo 0,5%, ma per la prima volta da tempo il voto del board non è stato unanime.

Decisione sui tassi e dissenso interno

La Bank of Japan ha confermato i tassi di interesse allo 0,5%, ma per la prima volta da tempo il voto del board non è stato unanime: due membri (Naoki Tamura e Hajime Takata) hanno votato contro, spingendo per un aumento allo 0,75%. Gli analisti interpretano questo dissenso come un segnale di crescente pressione all’interno del comitato per accelerare la normalizzazione della politica monetaria.

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Addio graduale agli acquisti di ETF

Oltre alla decisione sui tassi, la banca centrale ha annunciato che inizierà a ridurre i propri acquisti di ETF e REIT, un portafoglio da circa 250 miliardi di dollari accumulato in tredici anni di stimoli straordinari. Le vendite procederanno lentamente — circa 330 miliardi di yen (2,23 miliardi di dollari) di ETF l’anno — ma rappresentano un passaggio storico: la fine di un’epoca iniziata con l’Abenomics.

Mercati in tensione

L’annuncio ha avuto un impatto immediato: il Nikkei 225, che in mattinata aveva toccato nuovi massimi storici, ha chiuso in calo dell’1,6%, mentre lo yen si è rafforzato dello 0,4% sul dollaro.

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Inflazione in raffreddamento, ma non domata

Il dato di agosto ha mostrato un’inflazione in rallentamento al 2,7%, minimo da dieci mesi, pur restando sopra il target del 2%. L’indice core è salito del 3,3%, trainato dal caro alimentari (+8%), con un balzo record del 68,8% per il riso, spinto dalla domanda interna e da raccolti penalizzati dal maltempo.

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Rallentamento in vista e incertezze politiche

La BoJ ha messo in guardia: la crescita giapponese rischia di rallentare per effetto delle tensioni commerciali globali, che pesano sugli utili delle aziende e sulla loro competitività. A complicare il quadro, l’instabilità politica: il Partito Liberal Democratico si prepara a un’elezione straordinaria che deciderà il nuovo primo ministro, in un momento in cui il tema del costo della vita e dei salari stagnanti domina il dibattito pubblico.