Bitcoin vola oltre 120.000 dollari tra ETF spot e rumors Fed

Bitcoin vola oltre 120.000 dollari tra ETF spot e rumors Fed

La maggiore criptovaluta ha toccato nuovi massimi storici, spinto da una combinazione di fattori che potrebbero avere radici più profonde di quanto sembri.

ETF spot protagonisti del nuovo rally

La scorsa settimana i cripto asset hanno registrato una performance particolarmente brillante, con Bitcoin che ha infranto per la prima volta la soglia dei 120.000 dollari, aggiornando così i massimi storici. Con questo ulteriore balzo, la capitalizzazione di mercato di Bitcoin ha già superato quella di Amazon, diventando il quinto asset singolo più prezioso al mondo.

Secondo André Dragosch, Head of Research per l’Europa di Bitwise, tra i principali motori di questa impennata ci sono i forti afflussi verso ETP e ETF spot. A livello globale, i flussi netti in entrata negli ETP cripto hanno quasi toccato i 4 miliardi di dollari, segnando la settimana con i maggiori afflussi netti del 2025. Solo negli Stati Uniti, gli ETF spot su Bitcoin hanno raggiunto venerdì scorso 1,03 miliardi di dollari di raccolta in un solo giorno e un totale settimanale di 2,724 miliardi di dollari. Un volume che Dragosch definisce eccezionale, considerando che gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno acquistato 23.831 BTC negli ultimi cinque giorni di trading, pari a circa dieci volte il numero di bitcoin appena minati.

Squilibrio domanda/offerta e Alt season

L’effetto di questo squilibrio tra domanda e offerta è evidente: quando gli acquisti superano di gran lunga la nuova produzione, il mercato cerca un nuovo equilibrio attraverso prezzi più alti. L’analisi di Bitwise sottolinea come anche gli afflussi netti negli ETP su Ethereum siano stati robusti: la scorsa settimana è risultata la migliore del 2025 con +978,1 milioni di dollari di raccolta. Questi dati riflettono un rinnovato appetito per il rischio, testimoniato dalla sovraperformance degli Altcoin su Bitcoin: un segnale chiaro dell’inizio di una nuova Alt season.

Un altro elemento di spinta è arrivato dall’alto numero di liquidazioni di posizioni short sui futures. Dragosch evidenzia che, stando ai dati di Glassnode, le liquidazioni short su BTC hanno raggiunto i livelli più alti dal febbraio 2021. Questi episodi innescano movimenti di prezzo amplificati, poiché gli investitori sono costretti a ricomprare Bitcoin per chiudere le proprie posizioni ribassiste. Un aspetto interessante messo in luce da Bitwise è che il rally non sembra ancora fortemente guidato da investitori retail: a prevalere sono flussi istituzionali e dinamiche di mercato strutturali.

Catalizzatori macro, politica fiscale espansiva

Ma quali fattori macro hanno sbloccato il rally verso i nuovi massimi? Secondo André Dragosch di Bitwise, i fondamentali positivi, come lo squilibrio domanda/offerta sugli exchange, erano presenti già da settimane. Tuttavia, serviva un catalizzatore. Questo potrebbe essere arrivato con la firma della legge “One Big Beautiful Bill” (OBBB) da parte del presidente Trump il 4 luglio. Il provvedimento prevede l’innalzamento del tetto del debito USA di altri 5.000 miliardi di dollari, tagli ai sussidi federali e riduzioni fiscali per i redditi più elevati. Tutto ciò alimenta dubbi sulla sostenibilità del debito federale, in un contesto dove i tentativi di contenere la spesa pubblica sono falliti.

Questa incertezza non riguarda solo gli Stati Uniti. Dragosch sottolinea come anche altri mercati del debito sovrano stiano mostrando segnali di stress: i JGB (Japanese Government Bonds) hanno raggiunto livelli di liquidità minimi, con conseguente aumento dei rendimenti a lungo termine. L’elevato debito/PIL giapponese, pari al 237% a fine 2024, accresce la percezione di rischio e spinge alcuni investitori istituzionali a ridurre l’esposizione ai bond sovrani principali. In questo quadro, Bitcoin emerge come asset scarso, decentralizzato e privo di rischio di controparte, posizionandosi come rifugio alternativo.

Dimissioni di Powell e taglio tassi

Un ulteriore tassello è costituito dai rumors sulle possibili dimissioni di Jerome Powell. Le speculazioni sono state alimentate anche da dichiarazioni del presidente della FHFA, Pulte. Trump ha più volte sollecitato le dimissioni di Powell e invocato un taglio dei tassi della Fed di fino a 300 punti base in un’unica mossa. Per Dragosch, le voci su un’uscita anticipata di Powell rafforzano l’aspettativa di politiche monetarie più espansive, storicamente considerate un fattore di sostegno per Bitcoin e per l’intero comparto cripto.

L’analisi di Bitwise conferma così come l’attuale rally di BTC sia alimentato da una combinazione di forze, dove i flussi istituzionali negli ETF spot si intrecciano con una narrazione macro che sta tornando favorevole: più denaro in circolazione, minore fiducia nei bond sovrani, maggiore attrattività per un asset digitale percepito come scarsità programmata.