Bitcoin sopra 120.000 dollari, tassi in calo e short squeeze accendono i mercati

Bitcoin sopra 120.000 dollari, tassi in calo e short squeeze accendono i mercati

La prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed e la liquidazione di molte vendite allo scoperto hanno dato nuova spinta al Bitcoin.

Bitcoin rompe la resistenza e mette in fuga i ribassisti

Per due mesi Bitcoin ha oscillato in un range compreso tra 101.000 e 112.000 dollari, in attesa di un catalizzatore macroeconomico. Quel segnale è arrivato il 9 luglio 2025, con la pubblicazione dei verbali della Federal Reserve. Il documento ha mostrato una larga convergenza interna: se l’inflazione dovesse continuare a calare, la Fed si dice pronta a iniziare a tagliare i tassi entro fine anno.

I mercati avevano già prezzato l’ipotesi di due tagli entro dicembre, ma la conferma ufficiale ha avuto un impatto immediato. Il giorno successivo, il 10 luglio, si è verificato il più ampio short squeeze dell’anno: quasi un miliardo di dollari in posizioni corte è stato liquidato in 24 ore, spingendo Bitcoin fino a 123.000 dollari, prima di un assestamento ai livelli attuali.

Un effetto domino si è subito propagato al comparto degli ETF su Bitcoin, con 2,7 miliardi di dollari di afflussi in soli quattro giorni, alimentando ulteriormente il rally. Il differenziale sui future CME si è ampliato, segnalando una crescente fiducia tra gli operatori istituzionali.

Resta ora da capire se la recente pausa di Bitcoin sia solo una correzione fisiologica oppure il preludio a una fase di sovraperformance delle altcoin.

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Ethereum accelera

Non è solo Bitcoin a beneficiare del clima più disteso. Ethereum ha mostrato segnali tecnici e fondamentali molto positivi. In pochi giorni, i nuovi ETF statunitensi hanno raccolto circa un miliardo di dollari, mentre i future su ETH mostrano un rendimento annualizzato attorno al 15%, sintomo di aspettative decisamente rialziste.

Il quadro è reso ancora più interessante dalla presenza di una domanda strutturale alimentata anche dal GENIUS Act, proposta legislativa che, sebbene rallentata, potrebbe comunque giungere alla firma del presidente Trump, con qualche revisione. Il rapporto ETH/BTC si sta inoltre muovendo in modo favorevole, con segnali di rottura al rialzo.

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Solana in difficoltà

Un ulteriore segnale a favore di Ethereum proviene dal rapporto SOLETH, ovvero il confronto tra i prezzi di Solana e ETH. Come evidenziato dal grafico sottostante, il trend mostra una debolezza relativa di Solana, che potrebbe rafforzare ulteriormente l’attrattiva di ETH rispetto ad altri token ad alta capitalizzazione.

Questa dinamica suggerisce che gli investitori stanno ruotando verso Ethereum, preferendolo anche rispetto ad alternative più speculative o meno consolidate. Se confermata, la rottura di alcuni livelli tecnici potrebbe spingere ETH verso una fase di sovraperformance rispetto al resto del mercato delle altcoin.

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