Bitcoin pronto a superare l’oro nel quarto trimestre, il “debasement trade”

Bitcoin pronto a superare l’oro nel quarto trimestre, il “debasement trade”

Il 2025 ha consacrato l’oro come il principale bene rifugio in un contesto di debito pubblico crescente e politiche monetarie accomodanti. Ma le dinamiche del cosiddetto “debasement trade” potrebbero presto favorire un nuovo protagonista: il Bitcoin, destinato a rubare la scena al metallo giallo nel finale d’anno.

Il ritorno del “debasement trade”

Negli ultimi mesi, i mercati finanziari hanno riscoperto con forza il concetto di “debasement trade”, ossia la strategia d’investimento che nasce dalla percezione che i governi abbiano ormai perso la capacità di contenere spesa pubblica e debito. In questo contesto, gli investitori si orientano verso asset non soggetti a manipolazioni di politica monetaria, come oro e Bitcoin, entrambi considerati “hard asset” in grado di offrire protezione in fasi di incertezza e di erosione del potere d’acquisto delle valute fiat.

Secondo Adrian Fritz, Head of Research di 21Shares, l’atteggiamento delle banche centrali, orientate a mantenere bassi i tassi di interesse o a tagliarli ulteriormente, pur in presenza di un’inflazione non ancora del tutto domata, ha alimentato il dubbio che per i policymaker la crescita economica sia diventata una priorità più pressante della stabilità dei prezzi.

Questa politica monetaria accomodante ha riacceso l’interesse per riserve di valore alternative, fondate su una logica semplice ma potente: quando la moneta perde fiducia, il capitale si rifugia in beni non replicabili, che non possono essere “creati dal nulla”. È la dinamica che ha spinto l’oro a segnare nuovi record nel 2025, e che oggi molti investitori sperano di vedere riflessa anche nel Bitcoin, nonostante la recente correzione dei prezzi.

Inflazione, deficit e il nuovo equilibrio tra oro e Bitcoin

Secondo l’analisi di Fritz, il “debasement trade” torna oggi protagonista perché i deficit fiscali restano elevati, le tensioni politiche ostacolano strategie di consolidamento credibile, e le banche centrali continuano a tagliare i tassi in un contesto di inflazione sopra la media. Tutti elementi che alimentano timori di inflazione strutturale e di una debolezza di lungo periodo del dollaro.

In questo scenario, l’oro — tradizionale bene rifugio — ha guadagnato oltre il 50% da inizio anno, superando brevemente i 4.000 dollari l’oncia. Il Bitcoin, pur con una crescita più contenuta del 20% da inizio anno, mostra ancora un ampio margine di rialzo. La differenza di performance tra i due asset riflette una potenziale finestra di ribilanciamento, in cui la criptovaluta potrebbe beneficiare di un recupero relativo nei portafogli degli investitori.

Bitcoin come barriera strutturale contro la svalutazione

Il Bitcoin, spiega 21Shares, possiede caratteristiche che lo rendono unico nel contrastare la perdita di valore delle valute. A differenza dell’oro e del denaro fiat, la sua offerta è rigidamente limitata a 21 milioni di unità. Questo vincolo matematico assicura una inflazione interna prevedibile e inferiore rispetto a quella del metallo prezioso, offrendo trasparenza e controllo sull’offerta.

La criptovaluta si configura così come una sorta di “hard coin digitale”, immune dalle distorsioni delle politiche monetarie espansive e dalle scelte discrezionali di governi e banche centrali. In un mondo dominato da debito crescente e valute sempre più fragili, questa caratteristica rafforza il suo ruolo come alternativa strutturale all’oro.

La svolta degli ETF e il segnale del BTC/Gold ratio

Il 2025 ha segnato un punto di svolta nei flussi istituzionali verso il Bitcoin, osserva 21Shares. Gli ETF sulla criptovaluta hanno registrato afflussi per 64 miliardi di dollari da inizio anno, di cui 17,3 miliardi solo a settembre, ribaltando completamente la tendenza negativa del 2024, quando si erano registrati deflussi per 23 miliardi.

Questi dati evidenziano una rinnovata domanda di riserve di valore tangibili, mentre la relativa lentezza nell’afflusso di nuovo capitale suggerisce che gli investitori istituzionali possano presto procedere a ribilanciare i portafogli a favore di Bitcoin entro fine anno.

Il BTC/Gold ratio, che misura la performance relativa tra i due asset, si trova su livelli storicamente elevati di ipervenduto. In passato, simili estremi hanno spesso anticipato periodi di sovraperformance del Bitcoin, soprattutto nelle fasi di mercato “risk-on”, quando la liquidità globale tende a migliorare.

Bitcoin verso il recupero nel finale d’anno

Con la stabilizzazione delle prospettive di crescita globale e l’atteggiamento ancora accomodante delle banche centrali, la liquidità potrebbe tornare a sostenere la performance degli asset più rischiosi, spiega Fritz. In contesti di maggiore fiducia e flussi positivi, il Bitcoin tende storicamente a sovraperformare l’oro, fenomeno già osservato dopo la fine della fase di tensione sui dazi del secondo trimestre.

Quando domina la paura, è l’oro a primeggiare; ma quando il sentiment migliora e la liquidità torna ad aumentare, il Bitcoin riacquista rapidamente terreno. Il “debasement trade”, infatti, non rappresenta solo una protezione dall’inflazione, ma una copertura contro le distorsioni del sistema economico e finanziario.

Con l’oro già ai massimi e un Bitcoin ancora in potenziale recupero, il finale del 2025 potrebbe rivelarsi un punto di svolta: se la liquidità globale dovesse restare abbondante, la criptovaluta potrebbe emergere come il principale beneficiario di fine ciclo, chiudendo l’anno con una nuova fase di forza dopo mesi di prudenza e correzioni.