La debolezza stagionale di settembre
Settembre è tradizionalmente uno dei mesi peggiori per la performance di Bitcoin. Questa debolezza, spiega André Dragosch, Head of Research per l’Europa di Bitwise, non riguarda solo il mondo delle criptovalute: lo stesso fenomeno si osserva anche nei mercati azionari statunitensi, come dimostrano i dati storici riportati da Bitwise.
Gli investitori sono quindi avvisati: le aspettative per Bitcoin e gli altri asset digitali dovrebbero essere contenute, in un contesto che già di per sé risulta fragile. Tuttavia, la vera partita si giocherà attorno ad alcuni eventi macroeconomici e politici che potrebbero accendere la volatilità globale.
Il primo appuntamento da monitorare è in Francia, dove il Primo Ministro François Bayrou affronterà l’8 settembre un voto di fiducia sul suo piano di bilancio improntato all’austerità. Una sconfitta – ritenuta probabile – rischierebbe di far cadere il governo e aprire la strada a nuove elezioni anticipate, alimentando un ulteriore clima di incertezza politica. Il ministro delle finanze ha persino avvertito che la Francia potrebbe dover chiedere un intervento del Fondo Monetario Internazionale, viste le difficoltà crescenti nel finanziamento del debito.
Un simile scenario aumenterebbe i rischi legati ai titoli di Stato, con conseguenze potenzialmente globali. In tale contesto, come sottolinea Dragosch, Bitcoin potrebbe giocare il ruolo di “assicurazione di portafoglio” contro il rischio di default sovrani.
Il ruolo della Fed e le attese sui tassi
Un altro passaggio decisivo si consumerà negli Stati Uniti, con il meeting del Federal Open Market Committee in programma il 16 e 17 settembre. Al momento, i Fed Funds Futures attribuiscono un’87% di probabilità a un taglio dei tassi di 25 punti base, segnale che i mercati attendono con impazienza.
Dragosch evidenzia come eventuali tagli possano rappresentare un fattore positivo per i cripto asset, sia per il maggiore irripidimento della curva dei rendimenti, sia per l’attesa accelerazione dell’offerta di moneta statunitense. In altre parole, politiche monetarie più accomodanti potrebbero sostenere l’intero comparto delle criptovalute, rendendo il contesto più favorevole dopo mesi di incertezza.
Rotazione degli investitori verso Ethereum
Parallelamente agli sviluppi macro, i dati più recenti indicano un flusso crescente di capitali che si sposta da Bitcoin a Ethereum. Nella sola ultima settimana, gli ETP globali su Ethereum hanno registrato afflussi netti per 1,332 miliardi di dollari, contro i 682 milioni confluiti negli strumenti legati a Bitcoin. Se si guarda agli ultimi trenta giorni, circa il 95% dei flussi globali in ETP si è concentrato esclusivamente su Ethereum.
La ragione principale di questa rotazione, spiega Bitwise, risiede in una maggiore propensione al rischio a livello globale, che tende a privilegiare gli asset alternativi e, in particolare, le altcoin. A ciò si aggiunge l’interesse di società con tesoreria in Ethereum, come la BitMine di Tom Lee, che negli ultimi trenta giorni ha incrementato del 187% i propri acquisti di ETH, secondo i dati riportati da strategicethreserve.xyz.
Tali dinamiche dimostrano che il mercato non guarda soltanto a Bitcoin come asset di riferimento, ma riconosce sempre più a Ethereum un ruolo centrale nella diversificazione dei portafogli.
Il dibattito interno su Bitcoin e le incertezze di protocollo
Un altro fattore che contribuisce alla rotazione verso Ethereum è la crescente incertezza legata alle regole di protocollo di Bitcoin. Dragosch sottolinea come all’interno della comunità si stia accendendo un dibattito sempre più acceso tra due visioni contrapposte:
Da un lato, i sostenitori di Core difendono un’apertura totale della rete, anche a costo di un aumento dei dati on-chain, convinti che l’innovazione permissionless sia la vera forza di Bitcoin. Dall’altro, i fautori di Knots vedono in Bitcoin un’infrastruttura finanziaria che deve proteggersi dallo spam, mantenendo un consenso leggero ed efficiente senza alterare le regole fondamentali del protocollo.
Il trade-off è chiaro: più apertura comporta maggiori costi hardware, con il rischio di ridurre la decentralizzazione, mentre meccanismi di filtraggio potrebbero abbassare i costi e persino rafforzare la decentralizzazione stessa.
Mentre Ethereum ha ridotto l’incertezza con l’upgrade Pectra di maggio, Bitcoin si trova invece in una fase di maggiore frammentazione interna. Questo spiega, almeno in parte, perché gli investitori stiano premiando ETH rispetto a BTC nelle ultime settimane.
