Big Tech, trimestrali da record ma il mercato resta diviso sull’intelligenza artificiale

Big Tech, trimestrali da record ma il mercato resta diviso sull’intelligenza artificiale

Google, Meta e Microsoft hanno speso complessivamente quasi 80 miliardi di dollari in tre mesi per potenziare la propria infrastruttura di intelligenza artificiale. I risultati sono solidi, ma le reazioni di Borsa divergono: Wall Street premia la prudenza di Alphabet, punisce la corsa di Meta e resta cauta su Microsoft.

Alphabet convince: ricavi oltre i 100 miliardi e fiducia sull’AI integrata

Il terzo trimestre segna un traguardo storico per Alphabet, la holding di Google, che ha riportato ricavi record per 102,3 miliardi di dollari, in crescita del 16% su base annua, e un utile netto di 35 miliardi, +33% rispetto all’anno precedente.

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Gli utili per azione, pari a 2,87 dollari, hanno superato le stime di Bloomberg fissate a 2,26 dollari, spingendo il titolo a +7% nel dopo mercato.

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Gran parte della spinta arriva dal cloud e dai servizi pubblicitari, dove l’integrazione dell’intelligenza artificiale sta mostrando risultati concreti. “L’AI sta già generando veri risultati di business in tutta l’azienda”, ha dichiarato il CEO Sundar Pichai. La divisione Google Cloud ha segnato una crescita del 34%, raggiungendo 15,2 miliardi di ricavi trimestrali, mentre la pubblicità su ricerca ha toccato i 56,6 miliardi, +15% su base annua. Anche YouTube ha contribuito al risultato con 10,3 miliardi di dollari, +15% rispetto allo stesso periodo del 2024.

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Alphabet ha annunciato un aumento degli investimenti in infrastrutture AI, con spese in conto capitale stimate tra 91 e 93 miliardi di dollari nel 2025, contro i 52,5 miliardi del 2024. Per il prossimo anno, la società prevede un’ulteriore crescita, destinata soprattutto alla costruzione di data center per addestrare modelli quantistici e linguistici avanzati, tra cui Gemini, che ha raggiunto 650 milioni di utenti mensili, in rialzo dai 450 milioni di luglio.

Come sottolinea CFRA Research, “la capacità di Google di mantenere margini elevati mentre scala le spese AI dimostra un uso efficace del capitale”. Anche le vicende giudiziarie hanno offerto una tregua: un giudice federale ha evitato sanzioni pesanti nel processo antitrust, riconoscendo che la concorrenza di strumenti come ChatGPT ha già modificato gli equilibri del mercato della ricerca.

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Meta frena in Borsa, pesano i costi della corsa all’intelligenza artificiale

Per Meta Platforms, i conti del trimestre sono un misto di luci e ombre. Il gruppo di Mark Zuckerberg ha registrato ricavi per 51,2 miliardi di dollari, in aumento del 26%, ma un utile netto in calo dell’83% a 2,7 miliardi pesato dalla tassa straordinaria da 15 miliardi legata alle modifiche fiscali dell’amministrazione Trump.

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L’utile per azione si è attestato ad appena 1,05 dollari, contro le attese di 6,72.

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Nonostante la crescita del fatturato, il titolo è crollato di quasi il 9% nel dopo mercato, con un impatto potenziale di 160 miliardi di dollari sulla capitalizzazione. Gli investitori hanno reagito con preoccupazione all’annuncio di una nuova impennata delle spese in intelligenza artificiale, destinate a raggiungere 72 miliardi nel 2025 e a crescere “in modo sensibilmente maggiore” nel 2026.

Zuckerberg ha difeso la strategia: “È la decisione giusta costruire ora la capacità necessaria, anche in anticipo sulla domanda”. Il CEO ha spiegato che eventuale capacità in eccesso potrà essere riconvertita per sostenere il business pubblicitario, ancora oggi “compute starved”, affamato di risorse computazionali. Tuttavia, gli analisti – tra cui Gene Munster di Deepwater Asset Management – osservano che le spese crescono più rapidamente dei ricavi, con i costi di ricerca e sviluppo arrivati a toccare i 15,1 miliardi e pari al 30% del fatturato.

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La società punta sull’intelligenza artificiale generativa per migliorare la personalizzazione degli annunci e creare nuovi prodotti per i 3,5 miliardi di utenti attivi su Facebook, Instagram e WhatsApp. Il progetto più ambizioso resta la costruzione di una superintelligenza artificiale proprietaria, ma finora i modelli linguistici Llama 4 non hanno convinto il mercato. Per accelerare, Meta ha investito nella start-up Scale AI, acquistandone il 49% a una valutazione di 29 miliardi, e assumendo il suo fondatore Alexandr Wang per guidare la ricerca.

Gli investitori restano scettici: “Google e Microsoft stanno producendo risultati tangibili. Meta, invece, vende ancora pubblicità: la distanza tra ambizione e ritorni è evidente”.

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Microsoft: utili record ma ombre sul ritmo degli investimenti

La trimestrale di Microsoft mostra solidità, ma non entusiasmo. La società ha registrato ricavi per 77,7 miliardi di dollari, sopra le stime di 75,4 miliardi, e utili per azione di 4,13 dollari, oltre i 3,67 previsti da FactSet.

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La divisione Azure ha segnato una crescita del 40%, superando le attese del 38%. Tuttavia, il titolo è sceso del 4% nelle contrattazioni after-hours, segno che il mercato teme un eccesso di spesa.

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Come riferisce Bloomberg, Microsoft ha investito 35 miliardi di dollari nel trimestre, il 74% in più rispetto all’anno scorso, e prevede 140 miliardi nel 2026 per espandere la capacità globale di calcolo. “La domanda è molto superiore alla capacità disponibile”, ha ammesso la CFO Amy Hood, confermando che la società sta costruendo nuovi data center “a velocità record”.

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Il CEO Satya Nadella ha annunciato che la capacità AI complessiva crescerà oltre l’80% nel 2025, con un raddoppio dell’impronta dei data center nei prossimi due anni. Parallelamente, l’accordo con OpenAI è stato ridefinito: la startup, che diventerà una public-benefit corporation, si è impegnata ad acquistare 250 miliardi di dollari in servizi Azure nei prossimi anni, consolidando la posizione di Microsoft come principale fornitore di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Nonostante la solidità dei numeri, il mercato teme un eccesso di euforia. Come osserva Dec Mullarkey di SLC Management, “la corsa alla leadership nell’AI rischia di portare a un eccesso di investimenti: la storia è piena di casi in cui l’entusiasmo tecnologico ha lasciato dietro di sé investitori feriti”.

Microsoft resta però il riferimento per la crescita nel cloud: nel trimestre la domanda di Azure ha superato l’offerta e il backlog di contratti ha raggiunto 392 miliardi di dollari, contro i 155 miliardi di Google, secondo i dati riportati da Reuters.

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Un trimestre da record per l’AI, ma la fiducia resta fragile

Le tre big americane hanno speso complessivamente quasi 80 miliardi di dollari in infrastrutture AI tra luglio e settembre, una cifra senza precedenti. Ma le reazioni dei mercati delineano un messaggio chiaro: l’intelligenza artificiale entusiasma, ma non perdona eccessi di fiducia. Da inizio anno Alphabet (linea bianca) segna un +45% circa, con il +28% circa per Meta (linea rossa) e Microsoft (linea blu).

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Alphabet convince perché trasforma l’AI in profitto; Microsoft convince perché mantiene la rotta sul cloud; Meta preoccupa perché corre più veloce della propria sostenibilità finanziaria. La scommessa degli investitori non è sulle promesse, ma sulla capacità del settore dell’AI di generare ricavi reali.