Nuove assunzioni tecniche: energia giù, euro forte
Secondo Goldman Sachs, il fulcro del prossimo meeting BCE del 5 giugno sarà rappresentato dall’entità delle revisioni alle proiezioni macroeconomiche dello staff, in uscita a giugno. Tra la data di riferimento delle vecchie previsioni (6 febbraio) e quella aggiornata (14 maggio), l’euro si è rafforzato del 4% su base ponderata per il commercio e i prezzi spot di petrolio e gas sono calati del 25%. Questa doppia dinamica, valuta forte ed energia debole, pesa direttamente sulle attese d’inflazione.
Applicando un modello statistico sviluppato internamente, gli analisti di Goldman Sachs stimano che questi cambiamenti tecnici sottrarranno 0,6 punti percentuali all’inflazione headline e 0,3 punti a quella core su base annua all’inizio del 2026.

Inflazione in calo, ma il quadro è più sfumato
Come evidenziato da Alexandre Stott e il team Goldman Sachs, le previsioni BCE saranno influenzate anche da altri fattori. L’inflazione core del primo trimestre è stata superiore di 0,1 punti rispetto alle attese, ma le dinamiche salariali sono in frenata: nel quarto trimestre 2024, la crescita dei salari è risultata inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quanto stimato dalla BCE, e i dati più recenti puntano a un ulteriore raffreddamento.
Il risultato netto sarà probabilmente una revisione al rialzo dell’inflazione core nel breve, ma una riduzione delle proiezioni per il 2026, con un valore medio rivisto al ribasso a 1,8%. Parallelamente, l’inflazione headline media nel 2025 dovrebbe scendere a 2,0% (da 2,3%) e a 1,7% nel 2026.

Crescita sotto il potenziale: si apre la strada ai tagli
Un’altra revisione chiave attesa dallo staff riguarda la crescita economica dell’Eurozona. I dati più deboli, uniti alla frenata dei salari, porteranno probabilmente a una revisione al ribasso delle stime per il 2025 a +0,1% su base trimestrale (non annualizzata). Tuttavia, Goldman Sachs si attende una ripresa sopra il potenziale nella seconda metà del 2026, trainata dall’espansione fiscale in Germania.
Nel complesso, lo scenario che emerge è coerente con un’inflazione sotto il target del 2%, un’economia debole e condizioni finanziarie migliorate. Secondo gli analisti, questo dovrebbe fornire una motivazione solida per un taglio di 25 punti base già nel meeting di giugno, seguito da un secondo taglio a luglio, portando il tasso BCE all’1,75%.

Tra politica commerciale e scenari futuri
Il report Goldman Sachs segnala anche come le tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa possano influenzare le previsioni BCE, anche se con impatti difficili da quantificare in modo diretto. Eventuali nuovi dazi americani o contromisure europee verranno probabilmente considerate sotto forma di scenari alternativi, come già avvenuto nelle previsioni di marzo.
La BCE si trova quindi di fronte a una combinazione di dati tecnici ed economici che spingono nella stessa direzione: l’allentamento monetario è ormai giustificato. I mercati guardano già al prossimo taglio, ma le proiezioni BCE forniranno la cornice formale per l’azione del Consiglio Direttivo.
