Banco BPM chiude nove mesi record e prepara il rinnovo del board: utili in crescita, prudenza su fusioni e apertura a nuove partnership

Banco BPM chiude nove mesi record e prepara il rinnovo del board: utili in crescita, prudenza su fusioni e apertura a nuove partnership

L’istituto guidato da Giuseppe Castagna archivia i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 1,67 miliardi di euro, in crescita del 17%. La banca conferma la guidance annuale a 1,95 miliardi e si prepara al rinnovo del consiglio d’amministrazione, con il mandato affidato a Spencer Stuart. Nessun contatto con Crédit Agricole per fusioni o acquisizioni.

Risultati solidi e guidance confermata

Banco BPM ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con un utile netto di 1,67 miliardi di euro, in aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2024 e pari all’85% della guidance annuale, confermata a 1,95 miliardi. Anche l’utile adjusted, al netto delle componenti straordinarie, è cresciuto del 16,9%, raggiungendo 1,45 miliardi.

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I ricavi complessivi hanno beneficiato di una forte crescita delle commissioni nette, salite del 18,1% a 1,83 miliardi, che hanno compensato la flessione del margine d’interesse (-8,7% a 2,36 miliardi) dovuta alla normalizzazione dei tassi e alla riduzione dello spread commerciale.

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Il CET1 ratio (linea bianca) si conferma solido al 13,52%, mentre il ROTE, ritorno sul capitale tangibile, (linea blu) si attesta al 14,4%.

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Il consiglio d’amministrazione ha approvato un acconto dividendo di 700 milioni di euro, pari a 0,46 euro per azione, con un rendimento del 3,6%. La banca prevede di mantenere nel 2025 un dividendo complessivo superiore ai 2 miliardi, in linea con gli obiettivi del piano industriale.

“Capital light” e disciplina dei costi: il modello di Castagna

Il gruppo prosegue il suo percorso di trasformazione in una banca “capital light”, più focalizzata sulle attività commissionali e meno dipendente dal margine di interesse.

L’amministratore delegato Giuseppe Castagna, nel commentare i risultati, ha sottolineato come la solidità dei conti permetta a Banco BPM di affrontare con serenità la prossima fase di riorganizzazione e il rinnovo della governance: “Abbiamo completato una trimestrale di transizione, ma i risultati ci consentono di guardare con fiducia al 2026”.

Castagna ha ribadito l’impegno verso una gestione prudente e disciplinata, anche nella politica del credito: “Nonostante il contesto competitivo, continuiamo a migliorare la redditività senza compromettere la qualità del portafoglio”.

Nessuna trattativa con Crédit Agricole, ma porte aperte a future sinergie

Sul fronte delle operazioni straordinarie, il banchiere ha escluso qualsiasi negoziato in corso con Crédit Agricole Italia, smentendo le ipotesi di un’acquisizione o fusione. “Non abbiamo mai parlato di acquistare la rete dell’Agricole, né siamo a conoscenza di nulla in merito a una possibile fusione”, ha chiarito Castagna in conference call con gli analisti.

Il tema resta però sensibile. Crédit Agricole è già il primo azionista di Banco BPM con circa il 20% del capitale, e secondo alcune stime potrebbe salire presto al 25%. La banca francese ha chiesto a Bce e Banca d’Italia di aumentare la partecipazione e ha manifestato interesse per una più stretta collaborazione, ma Castagna ha frenato: “Finora non c’è stato nulla e non c’è nulla in corso”.

Allo stesso tempo, l’ad non esclude future partnership industriali o accordi mirati nel lungo periodo, anche in vista del 2026, quando potrebbero aprirsi spazi per nuove operazioni di M&A bancario. Banco BPM è azionista sia di Mps sia di Banca d’Asti, e potrebbe valutare scenari di alleanza in chiave di razionalizzazione del sistema creditizio italiano.

Verso il rinnovo del board: Spencer Stuart al lavoro sulla lista

Accanto ai numeri economici, il focus si sposta ora sul rinnovo del consiglio d’amministrazione previsto per la primavera 2026. Il cda ha incaricato la società di head hunting Spencer Stuart di selezionare la lista dei candidati, in vista dell’assemblea che approverà il nuovo board.

Si tratta della prima volta in Italia che una società quotata sceglie di utilizzare la procedura prevista dal Ddl Capitali, che consente al cda uscente di proporre una propria lista per il rinnovo, in linea con le migliori pratiche internazionali.

Secondo Il Sole 24 Ore e Milano Finanza, la scelta definitiva dipenderà da una serie di equilibri ancora da chiarire, in particolare dal ruolo dei principali azionisti, tra cui Crédit Agricole, Davide Leone e Unicredit, nonché dalle posizioni delle fondazioni e casse previdenziali che oggi detengono circa il 6,5% del capitale.

Il presidente Massimo Tononi sarebbe al lavoro per “cucire” un consenso ampio sulle nomine, nel segno della continuità con l’attuale governance e della stabilità dei vertici aziendali.

Prospettive: crescita sostenibile e disciplina prudenziale

Banco BPM guarda ai prossimi trimestri con un approccio cauto ma fiducioso. L’istituto prevede per il 2025 ricavi in lieve crescita e un utile netto vicino ai 2 miliardi, con un payout ratio superiore al 60%.

Le performance in Borsa testimoniano la solidità del gruppo, con una performance del +618% circa negli ultimi 5 anni (linea bianca), dietro solo a UniCredit (linea gialla) con un +720% circa, e BPER Banca (linea blu) con un +778% circa.

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In parallelo, la banca continuerà a investire nella digitalizzazione dei servizi e nel rafforzamento del wealth management, puntando a diversificare le fonti di reddito e a ridurre ulteriormente il peso del business creditizio tradizionale.

Dopo una lunga fase di consolidamento, Banco BPM sembra pronta a consolidare il suo ruolo nel panorama bancario italiano come terzo polo del Paese, accanto a Intesa Sanpaolo e UniCredit — ma con uno stile diverso: meno espansivo, più prudente e orientato al valore di lungo periodo.