Il sostegno americano e la prova di fiducia dei mercati
Le elezioni di medio termine hanno rappresentato un test cruciale per la presidenza Milei, determinando la capacità del leader argentino di mantenere lo slancio riformatore nella seconda parte del mandato. Come spiega Graham Stock, Senior EMD Sovereign Strategist di RBC BlueBay, i sondaggi avevano mostrato un leggero calo di popolarità del presidente a metà anno, spingendo l’amministrazione a cercare un sostegno esplicito da Washington per stabilizzare mercati e valuta.
A fine settembre, Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, ha annunciato una linea di swap da 20 miliardi di dollari con la Banca Centrale argentina per rafforzare la liquidità in dollari e sostenere il peso. Il messaggio politico è stato altrettanto incisivo: Bessent ha promesso di fare “tutto il necessario”, riecheggiando l’impegno di Mario Draghi nel 2012.
Il Tesoro USA è intervenuto anche direttamente sul mercato, acquistando peso argentino per circa 2 miliardi di dollari, e ha successivamente coordinato una nuova linea di credito da 20 miliardi di dollari con fondi sovrani e istituzioni private. Tuttavia, RBC BlueBay nota come ogni annuncio sia stato accompagnato da una certa ambiguità operativa, culminata nell’incontro alla Casa Bianca tra Milei e Trump, in cui la prosecuzione del supporto finanziario è stata legata ai risultati elettorali e alla fedeltà del governo argentino alla linea riformista.
Milei e la ricerca di consenso politico
Malgrado le tensioni, la popolarità di Javier Milei è rimasta sorprendentemente stabile, grazie ai progressi nel contenimento dell’inflazione e nella riduzione del deficit cronico. Il suo partito è riuscito a mantenere un numero di seggi superiore alle aspettative, rafforzando la legittimità politica necessaria per proseguire le riforme.
Nel suo discorso di vittoria, Milei ha adottato un tono più conciliatore, tendendo la mano ai centristi e invitando i governatori provinciali a un incontro per costruire un fronte comune riformista. L’apertura verso il dialogo è stata accolta positivamente da Washington e dai mercati, che hanno letto questo atteggiamento come segnale di una migliore governabilità.
Secondo Stock, questa rinnovata capacità di mediazione rappresenta l’elemento chiave per preservare la “sacralità della clausola di equilibrio di bilancio”, pilastro della lotta all’inflazione e condizione necessaria per la sostenibilità del debito nel medio periodo.
Le sfide economiche
Sul fronte economico, la priorità resta il rafforzamento della bilancia dei pagamenti e l’accumulo di riserve internazionali. Le esportazioni continuano a beneficiare dell’espansione agricola e dell’attività legata a Vaca Muerta, ma l’apprezzamento del peso successivo alla svalutazione del 2023 ha stimolato le importazioni e ridotto l’afflusso di turisti.
Secondo Stock, una vera inversione di tendenza potrà arrivare solo attraverso il conto capitale, con un aumento degli investimenti diretti esteri nei settori in cui l’Argentina ha un vantaggio comparato: energia, agroindustria e minerali strategici come rame, litio e terre rare. Queste decisioni richiedono però fiducia di lungo periodo, e il governo deve ora dimostrare che il Paese è cambiato davvero, spingendo in particolare le imprese statunitensi a investire nel quadro di un nuovo orientamento geopolitico più distante da Pechino.
Nel breve periodo, i flussi di portafoglio rappresentano la fonte più realistica di capitali in ingresso. Le autorità monetarie confidano che le riserve di dollari accumulate da famiglie e imprese possano tornare sul mercato, attratte da tassi più elevati e maggiore stabilità politica.
Prospettive e valutazioni di mercato
L’accesso ai mercati internazionali per il debito sovrano argentino appare oggi più concreto: i rendimenti dei titoli di Stato si stanno avvicinando al 10%, e un eventuale sostegno da parte degli Stati Uniti o di istituzioni multilaterali potrebbe accelerare la riapertura del canale di finanziamento. Tra le ipotesi, Stock cita l’idea di un “debito-istruzione swap” o un impegno esplicito a coprire parte dei rimborsi del 2026 per ridurre il premio di rischio. “Rispetto a poche settimane fa, quando le prospettive di sconfitta del governo avevano fatto crollare i prezzi delle obbligazioni, la situazione è radicalmente migliorata”, sottolinea Stock.
La casa di investimento mantiene quindi una visione costruttiva sui titoli sovrani in valuta forte dell’Argentina, confortata da segnali di miglioramento politico e dal proseguimento del programma di aggiustamento fiscale e liberalizzazione economica.
Le difficoltà non mancano ma, conclude Stock, “le nubi si sono diradate” e il Paese sembra finalmente avviato verso una fase più stabile e favorevole ai mercati, in vista dell’estate australe.
